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Castello di San Filippo

Castillo de San Felipe


È stato costruito come una torre per controllare il commercio che utilizzava la via marittima verso l'Avana. Successivamente è stato utilizzato come fortino contro i pirati e i corsari, fino a diventare il presidio che oggi è testimone del passato.

Difesa contro i pirati
Quando sono arrivati gli spagnoli alla regione del Mesoamerica, hanno trovato tante ricchezze e beni che volevano commercializzare con l'Europa, stabilendo poi un sistema con il cui tutti i prodotti dovevano essere portati prima in un porto spagnolo e poi in altre parti del continente europeo.

Questo sistema certamente ha disturbato tanto i commercianti in altri paesi, soprattutto quelli dell'Olanda, della Francia e dell'Inghilterra, fino a portare alcuni navigatori a decidere di appropriarsi dei tantissimi beni che erano trasportati in questo modo, senza pagare per i cosiddetti prodotti. Perciò, queste persone sono chiamate dopo bucanieri e pirati.

Castello di San Filippo
Così, è stato costruito il castello di San Filippo nella foce del lago d'Izabal, a Río Dulce (fiume Dulce), la principale uscita per i beni prodotti nel Regno di Guatemala verso Spagna.

Nel periodo ispanico, l'istmo che comprendeva l'America Centrale e Chiapas era conosciuto con il nome di Regno di Guatemala, intanto che il lago d'Izabal era conosciuto come Golfo Dulce.

Verso il 1595, date l'incursione di pirati, il Presidente dell'Udienza di allora, Francisco de Sandé, ha scritto al monarca per informare di sei incursioni di bucanieri. Sandé scriveva 'cercherò di trovare una soluzione nel Golfo Dulce', anche se stando contro la presenza dei navigatori non spagnoli. Un anno dopo, diceva Sandé, per fare pagare l'imposta, si era già costruita una grande torre rotonda, a 15 metri sopra il livello del lago, in un promontorio che si trovava al nord-est del lago d'Izabal, nella sua parte più stretta dove si conservavano ugualmente alcuni prodotti. L'uno (1) novembre 1596, i bucanieri inglesi hanno trafugato la torre ed hanno rubato articoli di pelletteria che erano già pronti per imbarcarsi verso la Spagna, danneggiando ugualmente il palazzo.

Durante il XVII secolo, il commercio tra il Regno del Guatemala e Spagna si è fermato per il declive navale sofferto da Spagna e altri problemi economici che le avevano causato una crisi nel Regno, portando ad un'enorme diminuzione del commercio per le vie del Golfo Dulce.

A metta secolo, nel 1651, il Presidente interino dell'Udienza, Antonio de Lara e Mongrovejo, aveva ordinato costruire un terrapieno nell'antica torre, dandogli poi il nome del Re Spagnolo, per cui oggi è conosciuto come San Filippo.

Erano tempi di ricupero economico, c'era l'introduzione di un nuovo prodotto nel mercato europeo, l'añil (arbusto con foglie, fiori e legumi con grani lucidi e di consistenza dura dei cui si prende una sostanza di colore indaco), prodotto maggiormente nella regione che va da Escuintla ad El Salvador. L'indaco era impacchettato a Chiquimula e portato poi al Golfo Dolce.

Con più difesa
Per una difesa maggiore nella vecchia torre, nel 1669 l'ingegner Martín de Andújar ha visitato San Filippo, chi poi ha descritto come 'un cubo rotondo da dieci o dodici bracci di diametro, coperto di paglia con i parapetti in legno abbastanza maltrattati, con sette pezzi in cavalcate e altri tre di superficie. Tutto questo insieme allo stesso cubo, con un parapetto fatto per il spagnolo Claudio Pérez de Lorenzana'.

Nonostante, le opere formali di ricostruzione hanno iniziato per ordine del Presidente Jacinto Barrios y Leal il 15 febbraio 1688, per l'ingegnere militare Andrés Ortiz de Urbina, chi era a carico procedere con il tratto dei piani delle fortificazioni del Regno di Guatemala per ordine del monarca. L'opera che è stata intrapresa a San Filippo è durata circa sette messi. Da quell'epoca, la trasformazione realizzata nel castello è praticamente quella che si conserva fino ai giorni attuali e che può essere ugualmente visitata.

Nel XVIII secolo, altri porti sono stati ancora più visitati per le imbarcazioni come per la caduta delle esportazioni dell'indaco, che alla fine di questo secolo hanno fatto che il Golfo Dulce perdesse poi la sua importanza economica. Nel XIX secolo, prima Santo Tomás de Castilla, e dopo Porto Barrios, sono stati i porti d'entrata e di uscita per i prodotti che utilizzavano la via marittima; perciò, il Castello ha perso per sempre la sua importanza strategica rimanendo come un ricordo di altri tempi.

Sito turistico
Dato il suo attrattivo turistico, il Castello di San Filippo è carico dell'Istituto Guatemalteco di Turismo (INGUAT), decisione presa dopo i danni recentemente sofferti nella sua struttura a conseguenza delle diverse visite ricevute con il turismo. Nel 2001 l'Istituto d'Antropologia e Storia ha partecipato ugualmente in un progetto di restauro per il Castello che oggi permette visitare ancora una volta questa monumento.

Da: Anibal Chajón.
Fonte: INGUAT
Murdo Macleod, Storia socioeconomica dell'America Centrale spagnola, 1520-1720, Piedra Santa.
Claudia Dary, Prosa orale nell'oriente del Guatemala, Editoriale Universitaria.