Viaje a Guatemala Viaje a Guatemala Prensa Libre


[ Archivo de publicaciones ]


Notas relacionadas:

Xenacoj: its name has varied along time, since its original one:l Sinacao, changing to Xencoc and later Xinacó; ending...
Los barriletes lanzados al cielo el 1 de noviembre han hecho famosa a la localidad de Santiago Sacatepéquez, un lugar...
Menzionare San Juan Comalapa da modo di pensare alle pitture, all'arte e al colore. Effettivamente questo luogo é tutto...
Parece difícil de creer, pero sólo han pasado 30 minutos desde que salimos de la ciudad y ya el paisaje es esplendoroso...
Sembra difficile da credere, però sono passati solo 30 minuti da quando siamo usciti dalla città ed il paesaggio è...
Mencionar San Juan Comalapa da pie a pensar en pinturas, arte naïf y color. Efectivamente este lugar es todo esto y más...
I pezzi artigianali si trovano a buon mercato Il municipio di Tecpán nel dipartimento di Chimaltenango festeggia in...
A pocos kilómetros de Tecpán se encuentra ubicada la vieja capital del señorío kaqchikel, Iximché, que a pesar de estar...

Antigua Guatemala


Copyright

viajeaguatemala.com es un portal de Prensa Libre. Derechos reservados.

Iximché, un luogo misterioso

A pochi chilometri da Tecpán si trova ubicata la vecchia capitale Della signoria kaqchikel, Iximché, che nonostante sia stata parzialmente ricostruita ci addentra in un mondo di misteri per la cittá che ha dato origine al nome di Guatemala.

L'accesso a Tecpán é dalla strada Interamericana, dove il viaggiatore puó arrivare con facilitá. La via asfaltata porta al cuore di una bella popolazione che ha molti secoli di tradizione anche se i suoi edifici hanno piú di venti anni.

Il terremoto del 1976 distrusse praticamente tutto il luogo, peró la sua gente é riuscita a superare le difficoltá e ricostruire le sue dimore.

Percorrendo le sue strade selciate é facile raggiungere la via asfaltata che conduce direttamente a Iximché. Se si domanda agli abitanti del luogo che passano di lí si puó ascoltare 'segua la strada, si trova alla fine'.


Nelle vicinanze di Tecpán

Effettivamente, al termine del cammino asfaltato si trova il sito archeologico di Iximché. Le automobili stazionano su quello che era stata l'area di residenza degli abitanti.

Al lato opposto, il museo con un magnifico plastico di Alfredo Mackenney mostra la forma che aveva Iximché quando fu pasto delle fiamme provocate dai conquistatori, all'inizio del secolo XVI.

Inoltre, certi oggetti trovati con gli scavi archeologici vengono esposti nella piccola sala, una scultura con una spiga che forse era stata un tabellone del gioco della palla, un giogo per la pratica stessa, recipienti e fotografie che mostrano il processo di ricerche sul luogo.

Secondo Jorge Guillemín gli scavi vennero intrapresi, nel 1959, da Janos de Szecsy  e li continuó nel decennio del 1960,  lo stesso Guillemín. Il restauro fu a carico del governo del Guatemala con l'appoggio della Svizzera.

Attraverso un riempimento fatto dai conquistatori per salvare il fosso che seperava la cittá dalla cittadina, si entra al luogo fortificato.

Verso il lato del museo é possibile vedere l'aspetto che aveva potuto avere il fossato, che si calcola di otto metri in profonditá e originariamente invece si passava da un ponte di legno, secondo Guillemín.

Passando dall'ingresso si possono vedere due strutture che servivano da difesa e che originariamente dovevano essere piú di tre metri d'altezza.

La cittá era stata fondata verso il 1470, dai kaqchikeles, separandosi dai kiche'es e raggiunse le sue dimensioni definitive in meno di 50 anni.

Alla sinistra del viaggiatore che entra, é possibile vedere la Struttura 2, che é stata ricostruita nella sua parte frontale e in quella posteriore é possibile vedere l'aspetto che mostrava ai primi ricercatori.

Di fronte a questo lato é possibile vedere la base della Struttura 27, dove si trovó una sepoltura realizzata poco dopo la fondazione della cittá e che aveva una suntuosa collana di perle in oro, la cui fotografia si trova nel museo.

La cittá é stata un centro religioso, politico e commerciale, peró non un luogo pacifico. Nel 1493 venne assediata e ne uscí vittoriosa, i suoi governanti si immersero in costanti guerre contro i kiche'es, di questo fanno rendere conto gli edifici che il visitatore trova poco dopo i campi da gioco della palla e dopo la piazza, l'insieme residenziale dei sovrani conosciuto come il Palazzo.

Piú di tremila metri quadrati di costruzione, alzati tra il 1508 ed il 1521, sotto il governo dei re Junig e Lajui Noj, possono vedersi nelle tracce delle stanze e dei cortili. E nella signoria kaqchikel, come nel kiche´, il governo era diretto da due sovrani.

Murali di colori vivi decoravano i templi ed i palazzi. Bernal Díaz descrisse la cittá: 'c'erano le stanze e le case cosí belle e di cosí tanto ricchi edifici'. Peró con l'arrivo dei conquistatori la cittá di Iximché arrivó alla sua fine.

Le porte guarnite con lame di obsidiana non furono sufficienti per fermare il passaggio dei castellani, anche se la conquista era giá iniziata in precedenza.

Nel 1521 un'epidemia decimó la popolazione della signoria, fu causata dalla presenza degli europei contagiati e causó migliaia di morti, questo facilitó l'invasione e la cittá venne distrutta nel 1526 e le pietre del palazzo servirono per alcuni edifici di Tecpán.

Molti dei misteri attendono i ricercatori, e qualcosa puó spiare il viaggiatore quando passa per le piazze meno ricostruite e si perde nel viottolo che conduce alla parte posteriore della cittá, dove la vegetazione alimenta l'immaginazione ed é il luogo dove si celebrano, da poco tempo, rituali maya che danno un nuovo aspetto al luogo.


Significato

Iximché significa, in kaqchikel, 'luogo del mais', mentre le truppe tlaxcaltecas che accompagnarono i conquistatori chiamarono la cittá Quauhtemallá, 'luogo delle canne', per le canne installate nel fosso affinché gli invasori cadessero sopra queste e morissero. I castellani trasformarono questa voce tlaxcalteca in Guatemala, che dette origine al nome della cittá e ad un regno.