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Tecpán di festa

Sembra difficile da credere, però sono passati solo 30 minuti da quando siamo usciti dalla città ed il paesaggio è splendente, il verde ci invade e si manifesta un'enorme tranquillità. Dopo un'ora e 15 minuti arriviamo alla nostra destinazione, gli Albergues di Tecpàn. L'accoglienza è molto calda e la colazione che ci aspetta è sostanziosa.

Insieme ad Elías, la nostra guida di questa mattina, ci dirigiamo verso il centro di Tecpán, popolazione che il 4 di ottobre celebra il suo patrono San Francesco d'Assisi. Per questo non è strano trovare in alcune aree posti di vendita di dolci tipici delle fiere patronali. Inoltre è giovedì, il brulichio è grande perché è giorno di mercato. La piazza centrale, che si trova di fronte alla chiesa, e le strade contigue sono affollate di vendite di verdura, oggetti in argilla e tessuti.

Il mercato riunisce quasi 1200 venditori. Molti di questi provengono da altre regioni dell'altopiano e, senza dubbio, è uno dei più importanti dell'occidente del Guatemala.

Prima di visitare la chiesa passiamo dal mercato. La freschezza delle verdure che qui troviamo è sorprendente, anche il prezzo differisce da quelli che di solito troviamo alla capitale e, per meno soldi, si possono trovare migliori prodotti. La cosa più attraente sono i tessuti. Si trovano impilati tagli tipici di differenti regioni del paese, così come huipiles ricamati a mano. Il Corte (tessuto tipico) di Tecpán si evidenzia per la morga o gonna che è semplice, mentre il huipil è ricamato con colori vivi. Un altro artigianato che risalta è il capixay, un capo pesante con maniche sovrapposte, che si può comprare non solo al mercato di Tecpán ma anche nei ristoranti che si trovano sulla strada.

Durante il percorso ci troviamo di fronte ad una vendita di cibo, lo stufato e le tortillas nere risaltano tra gli altri piatti, la signora del posto amabilmente ce ne offre un po'. Questo piatto è elaborato con quattro carni differenti e si combina con la cipolla, l'aglio, il pomodoro, il peperone e si cucina per varie ore fino a che la carne di stacca dall'osso. Il suo sapore è semplicemente squisito.


Un gioiello

In seguito ci dirigiamo verso la chiesa, la quale fu praticamente distrutta durante il terremoto del 1976. Questa è un gioiello architettonico che data gli anni dei conquistatori, perché fu costruita durante i primi anni del XVI secolo dagli spagnoli. Oltre alla ricchezza delle sue immagini, delle sue belle rappresentazioni sacre e dei suoi altari, uno dei suoi elementi più impressionanti è il soffitto a cassettoni, costruito in legno, ed è ancora motivo di ammirazione per chi visita la chiesa.


Un poco di più

Dopo il percorso nel centro di Tecpán, verso mezzogiorno ci dirigiamo verso la parte alta dell'abitato da dove si contempla tutta la città, la strada, i vivai, lo stadio ed i bambini che escono da lezione. La mattina è stata splendida, il percorso fino a questa parte alta ci prende quasi un'ora tra l'andare ed il tornare e di nuovo ci dirigiamo verso gli Albergues di Tecpán per pranzare e conoscere un poco di più di questo posto che da il benvenuto a questo bel comune. Dopo il percorso nei giardini, nella fattoria e sui ponti degli Albergues, parliamo con Carlos Maldonado, rappresentante della Casa della Cultura di Tecpán. La visione degli abitanti di questo posto sul loro comune è un invito a conoscere il luogo, dove si mescolano la storia, visitando il sito archeologico di Iximché, i ricordi, con la loro chiesa coloniale, ed il nuovo, che la gente impregna ogni giorno in questo luogo.


Antecedenti storici

Il comune di Tecpán è importante nella storia del paese, perché è stato scenario della conquista e della colonizzazione spagnola. Dopo aver vinto i k'iche'es, Pedro de Alvarado ed il suo esercito si diressero a Iximché, capitale dei kaqchiqueles. Nel giugno del 1524 Alvarado stabilí la Villa di Santiago de los Caballeros a Iximché.





Iximché

Insediata su un promontorio circondato da impressionanti precipizi, Iximché godeva di una situazione strategica come capitale dei kaqchiqueles. Fu fondata nel XV secolo. Allora gli abitanti di questa  metropoli erano in guerra con i k'iche'es e le eccellenti difese naturali della città evitarono che cadesse in mano di questi. Nel 1524 arrivarono i conquistatori ed i kaqchiqueles si allearono con loro per lottare contro i k'iche'es ed i tz'utujiles; gli spagnoli piazzarono il loro quartier generale insieme alla capitale dei kaqchiquel a Tecpán. Però le loro richieste d'oro posero fine all'alleanza. Per arrivare qui si troveranno indicazioni all'entrata di Tecpán. Il percorso nel sito è di un'ora e all'entrata si troverà un museo.

Nella parte alta del promontorio esistono quattro punti cerimoniali, che costituiscono gruppi separati di strutture, due gruppi possiedono un terreno di gioco della palla. Rimane poco di queste strutture, infatti le pareti ed il tetto erano costruiti con fango e paglia. È un luogo che vale la pena di percorrere con calma e di visitare quando si giunga a Tecpán.

Fonti: Mundo Myana, , Guías Acento e La Ruta Maya, Lonely Planet.
Claudia Navas

Una joya

Antecedentes históricos